venerdì, settembre 01, 2006

Gianpaolo di Gangi di Porthos precisa

Gianpaolo di Gangi, ovvero il porthosiano onepablo dal fronte, dopo un controverso intervento pubblicato sull’edizione on line di Porthos, intitolato Blog anch’io, intervento dove il nostro a proposito dei blog aveva parlato di “epidemia grafomaniacale”, di “uso compulsivo” fatto da molti dei blog, che “spesso si manifestano come forma di alienazione e coatta risposta telematica alla solitudine”, ha ritenuto opportuno replicare ad alcuni blogger che, simpaticamente, lo avevano mandato… a quel paese.

Per chiarire il suo pensiero, ovvero cosa voleva realmente dire quando parlava di un uso del blog “legittimo e condivisibile fino a quando chi scrive è un libero pensatore; tendenzialmente irresponsabile quando chi lo fa si presenta come un professionista che vuol essere un riferimento per i lettori”, Gianpaolo, da me invitato a partecipare al dibattito suoi blog (food & wine) in programma domenica 24 settembre al Blog Café di Squisito, mi ha inviato questa precisazione, che sono lieto di pubblicare sul blog associativo della Wine Blog Association.

Caro Franco, se mai vi avessi considerato shampisti, sarei stupido a spendere il mio tempo a leggervi...Non si tratta di questo e da ciò che ho scritto mi sembrava potesse risultare abbastanza chiaro: mea culpa se così non è stato.
Il pezzo “Bloganch’io” è stato pubblicato anche sul numero 25 della rivista dove abbiamo avuto l’accortezza di non eliminare il sottotitolo che recita “una questione di responsabilità”: si tratta appunto principalmente di questo.
Quello che penso, come del resto ho già avuto modo di scriverti nella mail che ti ho inviato il 7 agosto, è che l’uso distorto che alcuni fanno di questo mezzo ne banalizza l’impatto comunicativo e, in parte, ridicolizza la mente stessa di chi scrive. Questo atteggiamento alla lunga potrebbe avere come conseguenza diretta la banalizzazione della immensa ricchezza potenziale del blog stesso. Personalmente ho sempre avuto una sorta di adorazione per qualsiasi opportunità di emancipazione e libertà e il blog è sicuramente una delle più grandi occasioni che il web abbia saputo offrire in questa direzione, perché mai dovrei criticarlo? Io non sono blogger perché non appartiene alla mia indole, non certo perché disdegni lo strumento o perché guardi dall’alto gli “shampisti” che ne fanno uso. Non contesto il mezzo e mai mi sognerei di giudicare il serio lavoro altrui.
Per me era importante che non perdurasse l’equivoco tra noi, ma se pensi che possa essere utile a chiarire la mia posizione anche ad altri ti invito a pubblicare questo mio messaggio.
con stima
Gianpaolo di Gangi

1 Comments:

Max-QM said...

Trovo la risposta di Gianpaolo veramente indicata e corretta.

Il rischio di banalizzazione del mezzo esiste ed è presente.
Ma sono anche convinto che il web è un mezzo molto selettivo, puoi sopravvivere solo pochi mesi banalizzando gli argomenti di cui scrivi.
La maggior parte degli utenti internet sviluppa gli "anticorpi" a certe situazioni, anche se il problema della "responsabilità" rimane e non va sottovalutato.

3:08 PM, settembre 03, 2006  

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