WBA - Wine Blog Association

giovedì, settembre 28, 2006

Squisito 2006 rassegna

Passati alcuni giorni dalla rassegna di San Patrignano, vediamo cosa hanno scritto membri, amici della WBA ed altri blogger:


> Squisito Blog Cafè (blog ufficiale della manifestazione)


> Vino al Vino
- Dibattito sui blog a Squisito: beh, ci abbiamo provato!
- Wine blogger a Squisito
- Comunque vada, sarà un successo

> LavBlog
- Squisito Blog Café: una festa nella festa

> Imbottigliato all'origine
- E dopo tante parole, il cibo!
- Blog conference, di cosa si è parlato (Post Monstre)
- Tempo di Squisito!

> Wino
- Squisito 2006: cominciamo dalla fine
- Fotogallery

> Viaggiatore Gourmet
- VG LIVE FROM SQUISITO! Giornata di Domenica

> Aristide
- Squisito! Premio Blog Café

> Marchi di Gola
- Cosa mi resta di Squisito

> Un tocco di zenzero
- Una cena Squisita!!
- Grazie a tutti,Squisiti amici !!!

> Tigullio Vino
- Non sono un blogger (avrebbe potuto essere : Squisito!)

> Maisazi
- Squisito 2006, un successo!
- S'è concluso lo Squisito Blog Cafè 2006

Nel caso ci fossimo persi qualche intervento, segnalatelo nei commenti.

domenica, settembre 24, 2006

Siamo tutti a Squisito

Ciao a tutti, qui a San Patrignano si è appena concluso il dibattito "Blog: è vera innovazione?" che ha visto confrontarsi sul tema Luigi Cremona, Franco Ziliani, Paolo Marchi, Massimo Bernardi e Luca Conti.
Tra poco sui diversi blog i dettagli del convegno, che sarà disponibile anche in replica video sulla Live TV di Squisito.

FOTO: da sinistra Franco Ziliani, Paolo Marchi e Massimo Bernardi

venerdì, settembre 01, 2006

Gianpaolo di Gangi di Porthos precisa

Gianpaolo di Gangi, ovvero il porthosiano onepablo dal fronte, dopo un controverso intervento pubblicato sull’edizione on line di Porthos, intitolato Blog anch’io, intervento dove il nostro a proposito dei blog aveva parlato di “epidemia grafomaniacale”, di “uso compulsivo” fatto da molti dei blog, che “spesso si manifestano come forma di alienazione e coatta risposta telematica alla solitudine”, ha ritenuto opportuno replicare ad alcuni blogger che, simpaticamente, lo avevano mandato… a quel paese.

Per chiarire il suo pensiero, ovvero cosa voleva realmente dire quando parlava di un uso del blog “legittimo e condivisibile fino a quando chi scrive è un libero pensatore; tendenzialmente irresponsabile quando chi lo fa si presenta come un professionista che vuol essere un riferimento per i lettori”, Gianpaolo, da me invitato a partecipare al dibattito suoi blog (food & wine) in programma domenica 24 settembre al Blog Café di Squisito, mi ha inviato questa precisazione, che sono lieto di pubblicare sul blog associativo della Wine Blog Association.

Caro Franco, se mai vi avessi considerato shampisti, sarei stupido a spendere il mio tempo a leggervi...Non si tratta di questo e da ciò che ho scritto mi sembrava potesse risultare abbastanza chiaro: mea culpa se così non è stato.
Il pezzo “Bloganch’io” è stato pubblicato anche sul numero 25 della rivista dove abbiamo avuto l’accortezza di non eliminare il sottotitolo che recita “una questione di responsabilità”: si tratta appunto principalmente di questo.
Quello che penso, come del resto ho già avuto modo di scriverti nella mail che ti ho inviato il 7 agosto, è che l’uso distorto che alcuni fanno di questo mezzo ne banalizza l’impatto comunicativo e, in parte, ridicolizza la mente stessa di chi scrive. Questo atteggiamento alla lunga potrebbe avere come conseguenza diretta la banalizzazione della immensa ricchezza potenziale del blog stesso. Personalmente ho sempre avuto una sorta di adorazione per qualsiasi opportunità di emancipazione e libertà e il blog è sicuramente una delle più grandi occasioni che il web abbia saputo offrire in questa direzione, perché mai dovrei criticarlo? Io non sono blogger perché non appartiene alla mia indole, non certo perché disdegni lo strumento o perché guardi dall’alto gli “shampisti” che ne fanno uso. Non contesto il mezzo e mai mi sognerei di giudicare il serio lavoro altrui.
Per me era importante che non perdurasse l’equivoco tra noi, ma se pensi che possa essere utile a chiarire la mia posizione anche ad altri ti invito a pubblicare questo mio messaggio.
con stima
Gianpaolo di Gangi

Blogging, la nuova frontiera dello scrivere di vino oggi

Per stimolare il dibattito sul blog, sull'efficacia di questa nuova forma di comunicazione, sulle sue differenze rispetto alle altre forme di comunicazione e d'informazione sul vino, ho pensato di proporre anche sul nostro blog associativo questa riflessione, già pubblicata sul mio blog Vino al Vino.

Alleluia bella gente, non passa giorno che riconoscano a noi blogger di rivestire un ruolo importante, se non centrale quantomeno originale o stimolante, nel discorso sul vino di oggi. L’ultimo arrivato, ma last but not least, è l’ottimo Matt Kramer, vivacissimo, intelligente wine writer oregoniano, che nella sua consueta column su Wine Spectator (costantemente la cosa più intelligente che si può leggere su questa rivista tanto discutibile), nell’uscita del 31 agosto testualmente scrive: “la più recente fase nello scrivere di vino è il blog”.
A Kramer, per sua esplicita ammissione, piacciono i blog, soprattutto perché spezzando quella procedura tradizionale dello scrivere senza avere praticamente un riscontro diretto e sapere se quel che hai scritto è piaciuto oppure no, se sia stato condiviso, oppure contestato e confutato dai lettori, ha introdotto una nuova prassi, quella della “strada a due corsie”.
Certo, come annota Kramer, tali sono il traffico e la mole “degli argomenti e delle discussioni”, che ci si può anche perdere, oppure rimanere delusi e sgomenti per l’inciviltà di talune tesi e dei loro artefici, ma oggi scrivere e farlo su un wine blog ti dà immediatamente la misura della validità e della condivisione di quel che scrivi, ed il suo atto equivale praticamente ad un esercizio “senza rete”, ad un essere esposti al “bersaglio” dei commenti e al giudizio di chi fregandosene se tu sia un giornalista esperto oppure un novellino alle prime armi ti dice chiaramente, e senza giri di parole o timori reverenziali, quello che pensa di quel che scrivi.
Questa moltiplicazione delle informazioni, inconvenienti legati ai riscontri “blogitel” per il tuo operato a parte, ha però, secondo Kramer, un notevole vantaggio per il consumatore, perché fa sì che grazie all’opera di esplorazione curiosa e sistematica svolta dai wine blogger - “dietro ad un wine writer o ad un blogger, osserva Matt Kramer, trovi sempre un evangelizzatore” – i vini buoni, che siano conosciuti o celebrati oppure tutti da scoprire, saltino fuori. E quelli fasulli, o presunti grandi, o sopravvalutati, chissà per quale oscuro, misterioso (?) motivo, vengano impietosamente “smontati” e fatti scendere dal piedistallo e ricondotti alla loro più autentica dimensione. Di bufale, o di vini tecnici e seriali senz’anima.
Questo stato di cose rende l’opera svolta dai wine blog, i quali lo si ricordi bene, fanno dell’indipendenza di giudizio e della libertà il loro credo (sui loro blog, salvo rare eccezioni, non esiste alcun possibile investimento pubblicitario a condizionarli e nessun ragionamento di tipo pubblicitario deve sfiorarli o coinvolgerli), non solo una testimonianza di giornalismo indipendente, ma un vero esercizio di democrazia, visto che consente libera espressione a tutti (basta avere un p.c. e un accesso ad Internet), e permette anche a chi non avrebbe i mezzi economici per permettersi p.r., uffici di pubbliche relazioni, campagne di advertising, cadeaux vari alla stampa più disinvolta, di farsi conoscere.
E in tal modo, attraverso quella fantastica tecnica di marketing applicato che è la pratica del passa parola da p.c. a p.c. attraverso la Rete, di ottenere quei riscontri commerciali che ogni produttore di vino, essendo un commerciante e non limitandosi a fare della poesia, desidera e che il blogger, con le sue impressioni di degustazione, i suoi pareri, i suoi consigli, talvolta ingenui, ma liberi da condizionamenti, favorisce.
Altro che “shampisti”, pardon, “parrucchieri o barbieri” della scrittura sul vino come qualcuno ci avrebbe voluto liquidare !